Superficie 23 km q. - CAP 89056 - Prefisso 0966
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Santa Cristina d’Aspromonte sorge in magnifica posizione sul dorsale aspromontano, in una delle zone più impervie e affascinanti dello stesso. Antico feudo degli Spinelli, divenne Comune nel 1811.
Anche questo centro subì le devastazioni del terremoto del 1783, che distrussero le vestigia del suo passato, compreso il suo castello (di cui oggi rimangono i ruderi). A causa di questa tragedia, i suoi abitanti dovettero trasferirsi nella località San Lorenzo della Sconfitta, ove riedificarono la cittadina. Piuttosto alto il livello culturale del centro, con una predominanza di laureati in medicina e chirurgia.
Al turista offre un centro storico ordinato, pulito e con interessanti tratti paesaggistici. D'altra parte, S.Cristina d’Aspromonte è meta ricercata del turismo estivo, grazie alla sua vicinanza con l’Aspromonte.
E’ ricca di formazioni di un marmo cristallino particolarmente pregiato, molto simile a quello di Piminoro, che tuttavia meriterebbe maggiore conoscenza di quella che attualmente ha.
Produce olio, cereali, vini e ortaggi. Molto sviluppato è il commercio del legno, ben avviata la zootenica. Presente l’artigianato dell’ebanistica.
A Santa Cristina d'Aspromonte è inoltre presente l'unico frantoio della zona che produce olio artigianale. Tale frantoio, appartenente a Giuseppe Tallarida, è in funzione dal 1952.
Festa del patrono San Nicola di Bari il 6 dicembre. Il 15 e 16 luglio fiera.
Vi sono nati: Giuseppe Mazzapica, scrittore (XVIII secolo), Rocco Palamara, magistrato; Rocco Coccolo, sacerdote; Francesco Gangemi, sacerdote.
Fonte del testo "Guida Storica, Turistica e d'Utilità di Reggio Calabria e Provincia" realizzata da Filippo Aliquò.
